Nell’AGI era curatissimo il modo di porsi, di fare, di salutare: sentivi dire a volte “questo non è stile scout” e le Capo ti richiamavano all’art. della Legge che proprio diceva tutt’altro rispetto al comportamento assunto. Nelle Squadriglie uno dei “posti di azione”, oltre a cuoca, guardiana dell’angolo, ecc. c’era a turno “la guardiana dello stile” che sapeva come si piegava il tricolore, curava la presentazione della Sq. e l’accoglienza degli ospiti.
Nelle uscite, ai campi, in explò in paese era divertente vedere Agnese che aveva sempre in tasca un pettine per pettinare le Coccinelle e abituarle a presentarsi bene. Ogni Guida sapeva il perché e il significato dell’uniforme, a che cosa serve il fazzolettone ben arrotolato, con il nodo, e perché la cintura era di cuoio, perché la camicia aveva le maniche lunghe, a volte rimboccate, e perché i calzettoni erano al ginocchio.

“Non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equipaggiamento”

B.P.

Al campo gli angoli di squadriglia gareggiavano fra loro per la pulizia e l’eleganza. Indossavamo l’uniforme alle riunioni settimanali, nelle attività all’aperto, e al Campo per l’alzabandiera, la Messa, le uscite, altrimenti avevano il vestito da campo color kaki (chi voleva aveva anche i pantaloncini corti sotto il grembiule) con i calzettoni blu e le pedule. Il campo durava al massimo 10 giorni per due motivi importanti: 1) poiché le attività erano intense e impegnative 2) per non affaticare troppo le Guide sul piano fisico.
Le Scolte in route, invece, restavano in uniforme per il tempo della Route che durava di solito tre/quattro giorni, raramente di più, per es. per motivi “di servizio” o per Assemblee nazionali di branca. Per lavorare usavano anche magliette di gruppi giovanili impegnati nella società. Per es, “Beati i costruttori di pace” (durante la guerra in Bosnia), di “Pax Christi”., o di “Amnesty International”, o di Jamboree.
Per quanto riguarda la questione Donna vi invitiamo a leggere i tanti documenti prodotti e riportati anche nella prima Agesci (AGESCI, Dossier Di Branca Guide, 1974.), poiché oggi si tende a ridurla alla tragedia della violenza sulle donne. La consapevolezza della propria diversità fisica, emotiva, psicologica iniziava nell’Agi fin dalle Coccinelle. Si tratta di attuare semplici azioni precise di educazione alla diversità. Un esempio: le Guide (alcune magari con le mestruazioni) non amano affatto fare la doccia con la gomma al campo, magari sotto gli occhi divertiti degli scouts. Non amano infangarsi nei grandi giochi e
neppure portare a lungo pesantissimi zaini (quelle schiene vanno protette poiché probabilmente dovranno portare delle gravidanze). Le donne hanno più resistenza nervosa, ma la loro emotività è più fragile. Occorre vivere queste attenzioni giorno dopo giorno.

CANTO INTERNAZIONALE (Jean Sibelius) Esploratrici e Guide si va